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“Non ero mai stato a Cinecittà, un’esperienza quella di oggi che mi aiuta a capire ancora di più quanto sia importante per lo Stato il ruolo di guida nel definire le politiche di sviluppo del sistema audiovisivo italiano e il ruolo che l’Italia ha nel panorama mondiale. E Cinecittà è un tassello molto importante all’interno di questo disegno”. Il ministro Alberto  Bonisoli ha voluto, dopo l’incontro di tre settimane fa con le varie categorie del settore cinema e prima di partecipare alla prossima Mostra di Venezia, fare visita agli studi di via Tuscolana, ritenendola una tappa obbligata. Accompagnato dal presidente e AD Roberto Cicutto, dal DG Cinema Nicola Borrelli e dai dirigenti dell’azienda, il responsabile del MiBAC ha visitato il Teatro 5, Cinecittà Digital, i set di Roma e Gerusalemme, un’attrezzeria scenica e la Mostra permanente 'Cinecittà si mostra' . “Entrare negli Studios è importante per capire che ci troviamo all’interno di uno stabilimento che produce cultura. Lo si nota anche oggi, nonostante sia agosto, perché durante la visita ho incontrato tante persone impegnate nelle mansioni più varie”, dice il ministro.

A chi, nell’incontro con la stampa gli chiede del coinvolgimento della Rai nel rilancio degli studi, risponde che “Cinecittà e la Rai sono due realtà autonome e indipendenti, con due impianti di governance che rispondono ad azionisti di varia natura. Nella logica delle cose si tratta di sviluppare un rapporto dialettico, auspicando una collaborazione più stretta, ritenendo Cinecittà - dove si realizzano programmi, format, spettacoli - un partner naturale della più importante industria culturale del paese”. L’AD Cicutto precisa ci sono già territori di forte collaborazione tra i due soggetti come nel caso del nuovo MIAC (Museo del cinema e dell’audiovisivo) che aprirà a primavera 2019 e che prevede il coinvolgimento della Rai, in particolare di Rai Teche. Come ci sono forti connessioni con i produttori che realizzano fiction con la Rai, perché Cinecittà diventi il luogo privilegiato per i loro prodotti. L’esempio, ricorda ancora Cicutto, viene da Il nome della rosa, la serie tv diretta da Giacomo Battiato e realizzata per l’80 per cento delle riprese a Cinecittà, nell’arco di cinque mesi.

Quanto alla Legge Cinema voluta dal suo predecessore Franceschini, il ministro Bonisoli ribadisce che necessita di aggiustamenti riguardo ad alcuni decreti attuativi ancora da attuare. “In particolare come inquadrare lo sviluppo tecnologico - stiamo parlando di piattaforme - all’interno di un sistema industriale dell’audiovisivo italiano che da un lato deve essere assolutamente coerente con l’evoluzione tecnologica, e dall’altro deve essere attento a preservare, con meccanismi che metteremo a punto, le competenze e la capacità industriale che ha sviluppato nel corso degli anni”

E sull’annosa questione del numero di presenze in sala nettamente inferiore ai cugini francesi e che resta lo stesso da anni, Bonisoli è convinto che problema vada affrontato a livello di sistema. “A metà luglio abbiamo fatto una riunione al MiBAC con tutti gli attori del settore cinematografico, ben 28, perché dal dialogo tra i diversi livelli della filiera è possibile trovare una soluzione che, partendo da un confronto internazionale, tenga conto delle specificità italiane. Sicuramente dobbiamo riflettere sul problema della stagione corta, vi sono infatti mesi deboli dal punto di vista dell’offerta cinematografica”.

Per Nicola Borrelli, DG Cinema del MiBAC, non è un tema che coinvolge direttamente il ministero, le strategie di distribuzione e programmazione ovviamente le stabiliscono gli operatori. “Noi evidenziamo il fatto che non si può lasciare deserte le sale per cinque mesi l’anno. E soprattutto non riusciamo a spiegarci perché i grandi film americani escano in tutt'Europa in estate e in Italia invece in autunno, intasando ancora di più un momento estremamente caldo. Gli operatori stanno lavorando per una soluzione e speriamo che la prossima estate segni un’inversione di tendenza. Noi, oltre a una serie di incentivi, daremo una mano con una campagna di comunicazione che partirà probabilmente già in autunno. Ma sono gli operatori che devono intervenire mettendo lo spettatore al centro della loro strategia”.

Cicutto infine, nel trarre un bilancio a un anno esatto della riacquisizione pubblica di Cinecittà Studios, sottolinea "quanto è stato fatto con la partecipazione e condivisione degli obiettivi da parte dei lavoratori, che hanno avuto innanzitutto la salvaguardia del posto di lavoro e una prospettiva industriale e culturale".

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